“BAGLIETTO: DAL 1854 L’ARTE DI NAVIGARE”: presso la libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano la presentazione ufficiale del volume a cura di Antonio Macaluso
Dopo l’anteprima all’evento di celebrazione dei 170 anni del brand, si è svolta presso la libreria Rizzoli di Corso Vittorio Emanuele, la presentazione ufficiale del libro dedicato allo storico cantiere Baglietto con i suoi centosettant’anni di tradizione, artigianalità, innovazione. Edito da Rizzoli, il volume porta la firma prestigiosa di Antonio Macaluso, editorialista del Corriere della Sera ed esperto di nautica. All’evento, cui ha fatto seguito il classico “firmacopie”, hanno preso parte anche l’autore, Antonio Macaluso, e l’Amministratore Delegato del cantiere Diego Michele Deprati.
Una lunga storia, quella di Baglietto, un’eccellenza imprenditoriale italiana, una grande maison del lusso, capace di estro e pragmatismo nel creare qualcosa di raro; il perfetto equilibrio tra classico e moderno, tecnica ed estetica, passato e futuro insieme: un binomio vincente.
Dove finisce l’artigianalità e comincia l’arte? Cosa rende qualcosa, un prodotto, un marchio, impermeabile al tempo e alle mode? Sono le domande che ci si pone passeggiando tra il passato e il presente di Baglietto.
È il 1854 quando Pietro Baglietto dà inizio al sogno, fondando gli omonimi cantieri, che a quel tempo si trovavano a Varazze. All’inizio si costruivano piccoli scafi e gozzi ma presto, grazie alla lungimiranza del fondatore, ci si orientò verso loyachting. Nel 1876, prende il largo la prima imbarcazione da regata: Baglietto costruì Rosy, un cutter di 7,50 m destinato a diventare leggenda. Numerosissime sono state le innovazioni introdotte da Baglietto nel corso della sua storia, sia nel campo delle imbarcazioni ad alte prestazioni e da record, che per impieghi militari e la difesa, comei celebri MAS. Tra gli ambiti in cui con maggiore forza il cantiere del gabbiano ha primeggiato vi è quello degli yacht e della nautica da diporto. Già all’alba del XIX secoloBaglietto realizza yacht di grande dimensione per importanti armatori, tra cui, per citare qualche nome, il re di Spagna Alfonso XII, Guglielmo Marconi, Gioacchino Puccini e Gabriele D’Annunzio, per il quale varerà l’Alcyone.
Dal secondo dopoguerra l’ambito del diporto diviene il cuore della produzione di Baglietto con le imbarcazioni della serie “Isole”, veri e propri punti di riferimento nell’ambito degli yacht di lusso, oggetti del desiderio contesi dai più importanti armatori al mondo, tra i quali si contano capi d’industria come Agnelli o l’Aga Khan, famiglie reali, come i Ranieri di Monaco o personalità del mondo dello spettacolo, tra i quali Peter Sellers, per citarne uno. In questo campo Baglietto porta innovazioni continue, sia dal punto di vista dell’impostazione degli scafi, come ad esempio con l’invenzione del flying bridge che con l’introduzione di materiali nuovi e sempre più performanti alzando sempre di più l’asticella in termini di esclusività, prestazioni e qualità realizzando veri e propri capolavori naviganti.
Nel 2012 i Cantieri Bagliettovengono acquisiti dalla Famiglia Gavio, uno dei gruppi industriali più solidi d’Italia. È l’inizio di una nuova rotta. Esperienza e tradizione si fondono in un incontro tra passato e presente, e guardano verso il futuro per una storia all’insegna delle più grandi conquiste. Un passato di 170 anni sulle cui poderose spalle si costruisce ogni giorno un’appassionante sfida a un futuro fatto di stile, tecnologia, innovazione. Un futuro che non si immagina e non si aspetta: si anticipa. E il gabbiano Baglietto – forte, rispettato e amato – vola instancabile da una parte all’altra del mondo.
LG Electronics (LG) annuncia di aver realizzato una partnership con Artlume, la piattaforma di arte digitale e intelligenza artificiale che porterà un tocco creativo e artistico nelle case di tutti i possessori di smart TV LG
LG e Artlume condividono la visione per cui l’arte deve essere accessibile a tutti: grazie a questa collaborazione infatti, oltre 200 milioni di smart TV LG in tutto il mondo si trasformeranno in gallerie d’arte virtuali con un catalogo di oltre 15.000 opere che possono essere selezionate in playlist personalizzate attraverso la praticissima app mobile.
Disponibile sui TV LG con webOS 6.0 (modelli 2020) e versioni successive, il catalogo di Artlume comprende opere di fotografia contemporanea, famosi capolavori e opere celebri custodite nei più prestigiosi musei del mondo come la National Portrait Gallert di Londra e l’Ashmolean Museum.
Grazie all’integrazione di una piattaforma di Intelligenza Artificiale generativa, Artlume permette inoltre agli utenti di creare la propria immagine digitale usando semplicemente i comandi vocali.
“LG è il nostro partner ideale perchè condivide il nostro obiettivo di portare amore, bellezza e passione nella vita delle persone attraverso il linguaggio universale dell’arte”, ha dichiarato Patrick Ashworth, fondatore e CEO di Artlume. “Ci impegniamo a lasciare un profondo impatto positivo sull’umanità educando le generazioni future, sostenendo la salute mentale attraverso la bellezza dell’arte e condividendo l’arte custodita nei musei con il resto del mondo“.
“LG si impegna a trasformare il modo in cui le persone vivono l’arte” ha dichiarto Chris Jo, senior vice president of platform businessdella divisione LG Media Entertainment Solution. “Grazie a questa partnership con Artlume, possiamo arricchire le case di milioni di utenti con una vasta gamma di opere d’arte incredibili rese facilmente accessibili grazie agli smart TV LG“.
L’evento di SNOB dedicato a mixology e sostenibilità con i “profumi” WDrink
Mercoledì 27 novembre, presso Nik’s & Co, camaleontico locale milanese inserito nella Guida 50 Best Discovery tra i 4 cocktail bar italiani migliori al mondo, si è tenuta una speciale serata dedicata al mondo della Mixology e della Sostenibilità.
I brand coinvolti, che hanno come comune denominatore la volontà di essere Green, si sono uniti per regalare agli ospiti selezionati, tra giornalisti, addetti al settore ed appassionati, una Cocktail List sostenibile.
A partire dal brand WDrink, ideatore di distillati di fiori e piante aromatichefresche, unico al mondo a non avere al suo interno alcool e conservanti, ed essere un prodotto versatile, utilizzabile in ambito mixology, wellness, food.
WDrinkè il marchio di profumi utilizzati on top sui deliziosi cocktail della serata “Divine Sips“. Alla base, il rum premium Flor de Caña, noto per il suo impegno verso la sostenibilità e certificato come Carbon Neutral e Fair Trade.
Special guest da Gramm Cafè Milano, la bartender Eda Akman Mazzucchelli, inserita quest’anno nella Guida Forbes tra i bar più innovativi d’Italia e sulla Guida Blue Blazer come miglior cocktail bar d’Italia, ha aperto le danze con “Smeraldo“, cocktail a base Flor de Caña 12 anni, sciroppo di gelsomino e tè verde, soda di mela verde e zenzero, e profumo Drink alla Menta Piperita, una nota fresca sul garnish ricoperto di cioccolato.
Tecnicismi e passione per Umberto Oliva, Bar Manager di Nik’s & Co, che con “Flower Fashioned” e WDrink alla Rosa Damascena, ha posto l’accento sulle sue radici e sulla cultura del bere bene, tramite un processo creativo ricco di sapori della tradizione uniti a tecniche raffinate e creative.
Debora Tarozzo, in vece di Brand Ambassador, ha guidato una degustazione sensoriale raccontando la storia e le peculiarità di questo rum caratterizzato dall’assenza di zuccheri. Un sipping del rum in purezza ha permesso ai partecipanti di assaporare il distillato nella sua forma più naturale e autentica e di degustarlo giocando con le note profumate di Wdrink, tra le botaniche Menta Piperita, Rosa Damascena ed Elicriso, a seconda dei propri gusti.
Momento ludico della serata, la gara all’ingrediente misterioso di “Bonjour Madame“,ispirato al famoso drink Hanky-Panky della barmaid Ada Coleman; un momento che ha unito creatività e intrattenimento rendendo gli ospiti protagonisti di un’esperienza unica e vincitori di profumi WDrink, bottiglie di Rum Flor de Cana, una collezione di Snob magazine, portasigari in pelle con sigari Oliva, testati in abbinamento con i drink della serata. Pierluigi Serravezza di Vandermarliere Cigars Family, ha portato la grande passione ed esperienza del brand noto per la produzione di sigari premium dalle miscele in stile cubano più corpose, Oliva Connecticut Reserve Petit Corona, una nuova combinazione morbida e avvolgente pensata anche per le fumate lente del pubblico femminile.
Appassionati ed intenditori, oggi sempre più esigenti, oggi sempre più conoscitori della materia, scelgono ormai il bere bene unito all’esperienza di una miscelazione creativa e originale, non solo legata ai grandi classici. Con i profumi WDrink, 100% Made in Italy, senza zuccheri e senza conservanti, tutto questo diviene possibile, dando un twist a drink, piatti, per rendere ancora più speciali le vostre creazioni.
SNOB presenta un nuovo evento dedicato al Drink & Cigar
SNOB presenta un nuovo evento dedicato al mondo Beverage, che si terrà mercoledì 27 novembre alle ore 18.30 presso il Nik’s & Co, camaleontico locale milanese entrato nella Guida 50 Best Discovery, tra i 4 cocktail bar italiani migliori al mondo.
Per Nik’s & Co, il Bar Manager Umberto Oliva, storyteller del mondo liquido, legato profondamente alle sue radici che mette nel bicchiere con capacità tecniche e creatività, presenterà un drink dedicato al tema della serata.
Un evento solo su invito, dove ospiti selezionati tra giornalisti, professionisti del settore e rappresentanti del mondo beverage più appassionati ed esigenti, si lasceranno trasportare da un‘esperienza sensoriale a base di Flor de Caña, celebre marchio di rum premium distribuito dal gruppo Velier, noto per il suo impegno verso la sostenibilità. In rappresentanza del marchio, Debora Tarozzo, Brand Ambassador, pronta a condividere la storia e le peculiarità di Flor de Caña con gli ospiti, offrendo l’opportunità di degustare i celebri rum in purezza.
Special guest, che quest’anno è citata nella Guida Forbes dei bar più innovativi d’Italia e sulla Guida Blue Blazer come miglior cocktail bar d’Italia, Eda Akman Mazzucchelli da Gramm Cafè Milano, si cimenterà nella creazione di un Mistery Cocktail, momento ludico della serata.
A completamento del cocktail, gli originali profumi WDrink, distillati di fiori e piante aromatiche fresche 100% made in Italy, totalmente naturali, senza zuccheri e senza conservanti, un velo on top per esaltare ogni tipo di bevanda.
In pairing, gli invitati potranno degustare raffinati sigari Oliva Connecticut Reserve Petit Corona, presentati dal brand specialist Pierluigi Serravezza di Vandermarliere Cigars Family brand noto per la produzione di sigari premium, dalle miscele in stile cubano più corpose che, con questa linea, ha deciso di mostrare il suo lato più morbido e vellutato, adatto anche ad una fumata lenta per il mondo femminile.
Una serata fine drinking per omaggiare il bere bene e la femminilità, esperienze sensoriali che si aprono al mondo femminile sempre più preparato ed esperto.
Battuta all’asta l’opera di Snob creata dall’artista Max Papeschi, alla cena charity di Fondazione De Marchi
Raccolti nella serata oltre 100 mila euro destinati al finanziamento del progetto “La città dei bambini”, l’umanizzazione della nuova pediatria a cura dello studio d’architettura di Fabio Novembre
Il 17 novembre a Palazzo Mezzanotte, una serata di grande successo promossa dalla Fondazione G. e D. De Marchi, dove sono stati raccolti oltre 100 mila euro a favore del progetto archittettonico “La città dei bambini“, un’opera di umanizzazione dell’ospedale, per rendere più accogliente lo spazio di degenza dei bambini meno fortunati.
SNOB ha supportato questa iniziativa donando l’opera unica creata dall’artista di fama internazionale Max Papeschi, “Le charme discret de la bombe” 2024, opera digitale creata per il magazine e protagonista dell’ultima copertina. La stampa, formato 70×100 in effetto lenticolare cambio immagine, è stata battuta all’asta e aggiudicata alla terza offerta.
Francesco Iandola; Miriam De Nicolo; Max Papeschi
Enrico Bartolini
Fabio Novembre
Tommaso Sacchi
Linus;Rudy Zerbi
Luca Di Stefano
Miriam De Nicolò, Max Papeschi
Maria Sole Brivio Sforza;Massimiliano Maggi
Enrico Bartolini;Stefano Guindani
Miriam De Nicolò, Max Papeschi
Alena Seredova
Rudy Zerbi;Linus
Antonio Mancinelli;Eliano Diana
Elena Aceto di Capriglia
Numerose le figure istituzionali coinvolte nell’evento, tra cui la senatrice Licia Ronzulli, il sottosegretario alla Presidenza dei Ministri Alessandro Morelli e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, oltre a personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport tra cui Carolina Crescentini,Alvise Rigo, Mariasole Pollio, Alena Seredova, hanno dato il loro contributo all’evento, i cui proventi saranno interamente devoluti alla costruzione de «la pediatria più bella del mondo». Un’iniziativa di umanizzazione degli spazi pediatrici del nuovo Policlinico di Milano, che saranno inaugurati nella primavera del 2025 su progetto dello studio di architettura di Fabio Novembre.
Max Papeschi e Miriam De Nicolò
l’opera di Snob firmata e creata da Max Papeschi, battuta all’asta benefica
A listino, nel catalogo ufficiale della serata, oltre 100 pezzi venduti,5 battuti in diretta, tra cui l’opera di Snobcreata da Max Papeschi.
Una pesca benefica, permessa grazie alla generosità di importanti brand, case di moda, grandi chef e campioni dello sport, ha coinvolto gli ospiti tra i tavoli; tra i premi, oltre30 pezzi della collezione di SNOB magazine, coffee table book, dal n.0 al n.2, (in bilingue e distribuiti in Europa, Usa, Asia nei migliori bookstores selezionati) e n.2 abbonamenti annuali.
“È stata una serata speciale, con tanti ospiti ed amici, uniti per portare bellezza anche dentro gli ospedali, e regalare sorrisi a chi ne ha più bisogno, ai nostri bambini di Milano. “La bellezza salverà il mondo” cita il principe Myškin, personaggio di Dostoevskij; noi ci crediamo.” – Francesco Iandola, Direttore Esecutivo Fondazione G. e D. De Marchi.
“Siamo felici di aver contribuito, nel nostro piccolo, ad una iniziativa così nobile e solidale. Saremo sempre a sostegno di iniziative charity e sempre al fianco di chi è meno fortunato di noi, con tutti i mezzi possibili“. – M. Miriam De Nicolò, Founder e Direttore Responsabile di SNOB magazine.
“Il concept alla base è l’idea di trasformare la pediatria in una città a misura dei piccoli pazienti, la “Città dei bambini”. Accompagnare lungo il percorso di degenza armonizzando gli spazi, alleggerendo l’ansia e restituendo quel mondo a colori che ogni bimbo ha dentro di sé“, sottolinea Fabio Novembre. “Ogni spazio dell’ospedale è stato pensato come parte di una città: le stanze dei pazienti saranno come le loro case, creando un ambiente accogliente e familiare, mentre i corridoi diventeranno i viali della città. Questo legame con Milano è reso ancora più evidente grazie a un progetto grafico che arricchirà le pareti con illustrazioni pensate per le diverse età che popoleranno la pediatria, raccontando la vita urbana“.
Marcela Myzeqari De Cristoforo;Francesca Mambrini;Simone Guidarelli;Diana Palomba
Ciascun ambiente è stato studiato per eliminare la sensazione di lontananza e avvicinare i bambini ai luoghi che vivono, come se si ritrovassero nel loro quartiere. Una casa lontano da casa tra piazze, skatepark, corridoi come viali decorati e un giardino pensile che diventerà uno zoo immaginario. Anche i genitori dei minori, ricoverati insieme ai piccoli pazienti, avranno modo di trascorrere il tempo in spazi più “umani” e troveranno un’area dedicata allo smartworking. Ad arricchire il tutto, i disegni realizzati dall’illustratore Emiliano Ponzi.
“La pediatria della De Marchi, con l’entrata nel nuovo ospedale, incrementerà le potenzialità di ricovero e di cura, dalle patologie acute a quelle rare e croniche, che già la caratterizzano“, ha aggiunto Carlo Agostoni, Presidente della Fondazione De Marchi.
La serata organizzata dalla Fondazione De Marchi è un altro grande passo verso il sostegno di tutti i nostri bambini, delle loro famiglie, e di chi necessita del nostro aiuto. L’obiettivo è aumentare il numero di queste occasioni facendole diventare un impegno costante da parte di ciascuno di noi.
Il lusso delle calzature si fonde con una nuova visione creativa: una collaborazione che affonda le radici nell’artigianalità italiana
Scarosso, il brand italiano di calzature di lusso conosciuto per la sua eleganza senza tempo e l’eccellenza artigianale, è lieto di annunciare il lancio dell’esclusiva capsule collection in collaborazione con Marta Pozzan. La collezione sarà disponibile dal 13 novembre 2024 su scarosso.com e verrà presentata in occasione di un evento a Los Angeles.
Una nuova direzione creativa per le calzature
La collezione in edizione limitata introduce la visione creativa di Marta Pozzan nelle calzature di lusso moderne. Marta ha collaborato con brand di alto livello e, con Scarosso, fa il suo debutto nel design calzaturiero, concentrandosi su pezzi d’impatto, come gli stivali alti in vinile con zeppa.
“Amo le scarpe più di qualsiasi altro accessorio e ho sempre desiderato creare i miei stivali alti in vinile con zeppa,” ha dichiarato Marta. “Collaborare con Scarosso è stato naturale, viste le mie radici italiane. Loro sono leader nelle calzature di lusso, e hanno reso questa partnership perfetta. Scarosso ha realizzato i miei sogni!“
La collezione è costruita attorno a una suola con una zeppa particolare e include tre modelli: due varianti di décolleté e uno stivale sopra il ginocchio, che mettono insieme raso, stampa coccodrillo, vernice e pelle. Ogni pezzo rappresenta l’equilibrio tra l’artigianalità italiana classica e il tocco moderno e deciso di Marta.
Perché Los Angeles?
Dopo l’Italia, Los Angeles è diventata la seconda casa di Marta, e lanciare la collezione qui simboleggia questo nuovo capitolo. “Fin dall’inizio, abbiamo sempre cercato di stabilire un forte legame con gli Stati Uniti, e tutte le nostre collaborazioni lo riflettono,” spiega Gaetano D’Angiulli, General Manager di Scarosso. “Da Brian Atwood e Nick Wooster a Linda Rodin, Warren Alfie Baker e Matt Hranek, ogni partnership ha rafforzato il nostro legame con gli Stati Uniti. Marta rappresenta il passo successivo in questo percorso, con Los Angeles come sfondo perfetto per questa collaborazione. La città incarna l’atmosfera che abbiamo immaginato: audace, creativa e glamour.”
Il mood: romanticismo con un tocco moderno
La campagna e la collezione fondono romanticismo e sensualità. Il design incarna un fascino retrò e glamour con un tocco contemporaneo, mescola raffinatezza ed eccentricità. Le immagini della campagna esprimono questa fusione, con Marta che presenta la collezione in modo nostalgico e moderno, trasmettendo sicurezza e sensualità.
Evento di lancio e campagna
La collezione verrà lanciata con un evento esclusivo a Los Angeles il 13 novembre 2024, riunendo celeb e stampa. Per aumentare ulteriormente la visibilità, la campagna sarà visibile sui cartelloni pubblicitari di Sunset Boulevard dal 4 al 18 novembre 2024, mostrando l’estetica potente della collezione a un pubblico globale.
Su Scarosso
Scarosso è un brand di calzature di lusso con sede a Milano, famoso per la sua eccezionale artigianalità italiana e il design innovativo. Dalla sua sede a Milano, il brand propone scarpe artigianali che uniscono eleganza senza tempo e una visione moderna.
Su Marta Pozzan
Marta Pozzan è un’attrice e modella italiana che vive a Los Angeles. Nota per il suo stile eclettico, ha collaborato con brand di lusso come Gucci, Dolce & Gabbana e Fendi. Questa capsule segna il suo debutto come designer di calzature, portando alla luce la sua visione determinata.
SNOB PARTECIPA ALLA CENA BENEFICA DELLA FONDAZIONE DE MARCHI CON UNA DONAZIONE A SUPPORTO DEI BAMBINI IN CURA NEI REPARTI PEDIATRICI DEL POLICLINICO DI MILANO
Il 17 novembre a Palazzo Mezzanotte si rinnova l’appuntamento charity della Fondazione G. e D. De Marchi ETS impegnata a supportare i bambini in cura nei reparti pediatrici del Policlinico di Milano. I fondi raccolti serviranno a finanziare il progetto di umanizzazione della nuova pediatria, a cura dello studio d’architettura di Fabio Novembre.
La SNOB Srl partecipa alla serata benefica mettendo all’asta l’opera unica creata, appositamente per l’ultimo numero cartaceo del magazine e protagonista dell’ultima copertina, dall’artista di fama internazionale Max Papeschi.
L’opera “Le charme discret de la bombe” 2024 stampata in formato 70×100 con effetto lenticolare cambio immagine, raffigura una bomba ed una bocca, rappresenta un’arma di distruzione di massa che rispecchia a suo modo l’ipocrisia e l’indifferenza della classe borghese. Ideata unicamente per il progetto editoriale di SNOB magazine, l’opera sarà battuta all’asta durante la serata benefica.
l’opera battuta all’asta
Oltre all’opera “Le charme discret de la bombe”, la SNOB Srl dona 30 numeri da collezione, dal N.0 al N.2 dei coffee table book biannuali (in bilingue e distribuiti in Europa, Usa, Asia nei migliori bookstores selezionati).
“Siamo felici di questo gradito invito da parte di Fondazione De Marchi, non solo per la nobiltà di questo progetto di beneficienza, ma per la possibilità, nel nostro piccolo, di poter esser parte integrante di questo sviluppo. Siamo e saremo sempre a sostegno di chi è meno fortunato di noi, con tutti i mezzi possibili“. – M. Miriam De Nicolò, Founder e Direttore Responsabile di SNOB magazine.
alcuni dei numeri da collezione di SNOB magazine
alcuni dei numeri da collezione di SNOB magazine
Negli spazi di Palazzo Mezzanotte l’annuale cena di gala della Fondazione G. e D. De Marchi, avrà quest’anno un obiettivo, se possibile, ancora più ambizioso. I proventi derivanti dalla raccolta fondi saranno infatti interamente devoluti per la costruzione de «la pediatria più bella del mondo». Un progetto di umanizzazione degli spazi pediatrici del nuovo Policlinico di Milano, che saranno inaugurati nella primavera del 2025 su progetto dello studio di architettura di Fabio Novembre.
Entro la fine del 2024 inoltre, sarà ultimato il nuovo Policlinico. Un grande spazio nel cuore di Milano, firmato dagli studi Stefano Boeri Architetti e Barreca & La Varra, in cui saranno realizzati percorsi di cura dedicati e un parco sopraelevato che costituirà un grande polmone verde.
«Milano è riconosciuta in tutto il mondo come la capitale della creatività, della moda e del design. La Fondazione De Marchi, indicendo una gara tra gli studi di architettura d’eccellenza e mettendo a disposizione un milione di euro, si prepara a donare ai bambini di Milano il più bel reparto pediatrico del mondo», spiega Francesco Iandola, Direttore Esecutivo della Fondazione G. e D. De Marchi. «Un reparto che rispecchi il primato della città e testimoni il proprio amore per i bambini più bisognosi che da ogni dove si rivolgono alla struttura per avere le migliori cure».
La serata, articolata in un aperitivo e una cena placée a cura dello chef stellato Enrico Bartolini, vedrà la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Il post serata sarà animato dai cocktail a base del Rum Premium Brugal, a cura del Brand Ambassador Matteo Melara.
Già confermata la presenza di Mara Maionchi,Linus e Rudy Zerbi, storici sostenitori della Fondazione, che condurranno l’asta benefica resa possibile grazie alla generosità di importanti brand, case di moda, grandi chef e campioni dello sport. Oltre 100 pezzi saranno messi all’asta, mentre sarà disponibile anche una pesca beneficatra i tavoli.
Il progetto architettonico “La città dei bambini“ a cura di Novembre Studio si propone di rendere gli spazi ospedalieri esteticamente più gradevoli, creando così un ambiente accogliente per i bambini.
«Il concept alla base è l’idea di trasformare la pediatria in una città a misura dei piccoli pazienti, “La città dei bambini”. Accompagnare lungo il percorso di degenza armonizzando gli spazi, alleggerendo l’ansia e restituendo quel mondo a colori che ogni bimbo ha dentro di sé», sottolinea Fabio Novembre. «Ogni spazio dell’ospedale è stato pensato come parte di una città: le stanze dei pazienti saranno come le loro case, creando un ambiente accogliente e familiare, mentre i corridoi diventeranno i viali della città.Questo legame con Milano è reso ancora più evidente grazie a un progetto grafico che arricchirà le pareti con illustrazioni pensate per le diverse età che popoleranno la pediatria, raccontando la vita urbana».
Ciascun ambiente è stato studiato per eliminare la sensazione di lontananza e avvicinare i bambini ai luoghi che vivono, come se si ritrovassero nel loro quartiere. Una casa lontano da casa tra piazze,skatepark, corridoi come viali decorati e un giardino pensile che diventerà uno zoo immaginario. Anche i genitori dei minori, ricoverati insieme ai piccoli pazienti, avranno modo di trascorrere il tempo in spazi più “umani” e troveranno un’area dedicata allo smartworking. Ad arricchire il tutto, i disegni realizzati dall’illustratore Emiliano Ponzi.
Francesco Iandola, Direttore Esecutivo Fondazione De Marchi e Fabio Novembre,
Fondazione De Marchi
La Fondazione G. e D. De Marchi nasce 40 anni fa, quando un gruppo di genitori e di medici ha sentito l’esigenza di fare di più per i propri bambini colpiti da gravi malattie croniche, dando vita a un programma di assistenza globale all’interno della Clinica pediatrica De Marchi del Policlinico di Milano. La Fondazione De Marchi si impegna nel miglioramento delle strutture, nell’acquisto e rinnovo di attrezzature che rendono più precise e rapide le diagnosi e, quindi, più efficaci le cure, promuove la ricerca e sostiene le borse di studio a supporto di medici, operatori sanitari, animatori, psicologi e arte-terapeuti. Grazie ai suoi vari progetti, negli ultimi dieci anni la Fondazione ha devoluto circa 1,5 milioni di euro per borse di studio per la ricerca e la cura, oltre 650 mila euro per la ristrutturazione di reparti e l’acquisto di attrezzature, 270 mila euro per il sostegno delle famiglie in difficoltà economica, oltre 175 mila euro per vacanze terapeutiche assistite offerte ai bambini, più di 125 mila euro per l’arte terapia, circa 50 mila euro per la formazione di personale medico e oltre 60 mila euro per il sostegno psicologico di bambini e famiglie. Più di 100 volontari offrono il loro sostegno alle iniziative promosse.
Quando finisce la moda e inizia l’arte? Ci sono pezzi che incarnano perfettamente questi due lati della stessa medaglia. Esempio di questo connubio, da sempre imprescindibile, sono alcuni modelli di borse da donna che hanno segnato la storia.
Vediamo insieme i 5 modelli più iconici e originali.
1. La pochette a forma di décolleté di Balenciaga
Tra le borse donna Balenciaga, una pochette che ha fatto molto parlare di sé è la Knife Shoe Bag, un esempio rappresentativo di come la maison riesca a ribaltare il concetto di design con le proprie creazioni.
Questa pochette, che riproduce fedelmente la forma di una scarpa décolleté, è stata presentata durante la sfilata della nuova collezione autunno inverno 2024-2025 a Los Angeles. Si porta rigorosamente a mano, in quanto priva di tracolla, ed è disponibile nella versione semplice in pelle nera o in quella completamente ricoperta da micro diamanti scintillanti.
2. La borsa a forma di bottiglia di profumo di Chanel
Qualche anno fa Chanel presentava la sua iconica clutch gioiello ispirata alla boccetta del profumo più conosciuto della maison: Chanel N°5. La borsetta, lanciata durante la collezione Cruise 2014, riprendeva esattamente la forma del flacone, sostenuta da un nastro di pelle avvolto in una catenina color oro da portare a tracolla.
Le versioni proposte furono due: la prima in panna e nero, con al centro la scritta Chanel Paris; la seconda trasparente, impreziosita da nove pietre colorate la cui centrale riportava il simbolo della maison. L’apoteosi del lusso eccentrico.
3. La borsa a forma di aeroplano di Louis Vuitton
Se parliamo di innovazione radicale, non possiamo non citare Virgil Abloh, il visionario designer dietro Louis Vuitton dal 2018 al 2021. Una delle sue creazioni più discusse? La borsa Airplane Bag lanciata durante la sfilata autunno inverno 2021-2022. Il movente dietro a questa creazione, originale e lontana dal design tipico dei bauli Vuitton, era quello di omaggiare la passione per i viaggi e l’amore per la conoscenza.
La borsa è stata creata in tela monogram, con finiture e tracolla amovibile in pelle nera. Un modello disponibile solo su ordinazione che sicuramente ha lasciato il segno nel mondo dell’alta moda e nel cuore dei collezionisti.
4. La borsa a forma di giacca di pelle di Moschino
Quando pensiamo a Moschino, ci vengono subito in mente ironia e provocazione, due elementi centrali nello stile di Jeremy Scott, direttore creativo della maison. La Biker Bag ne è un esempio perfetto. Riproducendo fedelmente i dettagli di una giacca biker, con zip, fibbie e cuciture, questa borsa incarna un look ribelle, audace, creativo e originalissimo.
Protagonista della collezione primavera estate 2017, la Biker Bag è stata proposta in diverse versioni, da quelle più pop e colorate, a quelle più rock con tanto di borchiette metalliche. Indossarla significa fare una dichiarazione di stile unica, sottolineando un’estetica personale e fuori dagli schemi.
5. La Face Bag di Schiaparelli
Una delle borse più desiderate ed eclettiche del momento è la Face Bag firmata Schiaparelli. Il modello disegnato originariamente da Elsa Schiaparelli è stato recuperato dalla maison che lo ha rielaborato ispirandosi all’anatomia umana. La borsa ha infatti occhi, naso e bocca 3D, e si propone come una vera e propria opera d’arte in stile surrealista.
L’originale borsetta è disponibile in nero, rosso bruciato e beige, anche se per la stagione autunno inverno 2022-2023 è stata proposta pure in versione denim e pelle gold.
Nasce Legre, “Essence of Geisha”, il primo distillato ottenuto dalla pianta del pregiato caffè Panama Geisha firmato Spirit of Longboard
Una storia di visione, passione e condivisione, quella fra lo chef botanicoAlessandro Gilmozzi, il lievitista Corrado Scaglione, il coffee lover Francesco Bernasconi e il micro-produttore d’oltreoceano Justin Boudeman.
L’incontro ravvicinato fra quattro teste e due mondi lontani: una selvaggia piantagione panamense fra le montagne del Chiriquí e l’acqua delle Dolomiti Trentine, da cui nasce uno spirit inedito, limpido e chiaro prodotto in edizione limitata di 700 bottiglie numerate.
« Per avere cose che non hai mai avuto, devi fare cose che non hai mai fatto » Thomas Jefferson
È limpido e chiaro. Vanta 47 gradi alcolici. Ma non è un gin, non è una vodka, non è un mezcal e neppure una grappa. «Legre– spiega lo chef Alessandro Gilmozzi, uno degli ideatori – è unico nel suo genere. Non rientra in nessuna categoria o classificazione esistente. È un prodotto assolutamente nuovo. È un’inedita tipologia di distillato. Anzi, è un marchio depositato».
Legre oltre ad essere un neologismo, è l’acronimo di Legacy Reserve, definizione che va a sottolineare la natura di un prodotto fuori da ogni schema. Capace di concentrare heritage e avanguardia, terra e tempo, memoria e visione. Perché Legre è il distillato che non c’era, e che ora c’è.
Nascedalla pianta del pregiato caffè Panama Geisha, uno degli specialty coffee più ricercati e sofisticati al mondo, le cui valutazioni (su una scala che nel settore specialty va da 80 a 100) sono spesso superiori ai 90 punti, pianta che viene utilizzata e distillata nella sua interezza: il fiore, bianco, dolce e delicato; la polpa (buccia inclusa), rossa, fruttata e leggermente resinosa; e il chicco, verde ed erbaceo, perché non ancora tostato. Quasi un messaggio di inclusività, integrazione e sostenibilità visto che della drupa del caffè non si elimina niente, anzi, da parti meno conosciute e spesso scartate oggi nasce uno spirit lussuoso, elegante e raffinatissimo.
Ad averlo fortemente voluto, il micro-produttore americano Justin Boudeman, appassionato surfista, viaggiatore, esploratore, degustatore e illuminato titolare della realtà Longboard Specialty Coffee che a Panama – precisamente a Boquete – esprime la forza esplosiva e autentica del terroir grazie alla coltivazione del caffè nella preziosa varietà arabica Geisha, seguendo la tecnica agricola della wildynamic un sistema sviluppato da Justin stesso. Una pianta rara, che nasce fra le montagne del Chiriquí, in equilibrio fra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Pacifico, ai piedi dell’antico vulcano Barú.
Il sogno, tanto ambizioso quanto visionario si è concretizzato con una cordata di amici, diversi ma legati dalla medesima passione e determinazione: lo chef Alessandro Gilmozzi, alla guida del ristorante stellato El Molin di Cavalese, nella trentina Val di Fiemme; il pizza chef Corrado Scaglione, alla regia del Lipen e di Cerere, a Canonica di Triuggio (in provincia di Monza e Brianza), insieme a Francesco Bernasconi, ceo di BLK SHP (società di rappresentanza) e direttore commerciale di Untold Coffee Lab, realtà specializzata nell’acquisto e nella distribuzione di High-End specialty coffee verdi e tostati. Il tutto con la complicità di Mauro Dolzan, sesta generazione della distilleria Villa de Varda, con sede a Mezzolombardo, nel bel mezzo della Piana Rotaliana. Colui che ha saputo tradurre la materia in un immaginario da sorseggiare. Perché bisogna avere un’idea e credere in quell’idea, ma anche concretizzarla. Con serietà, conoscenza, competenza e professionalità.
Il distillato Legre debutta così in società come primo prodotto del brand Spirit of Longboard, idealmente legato al mondo di Longboard Specialty Coffee, giusto per ricordare il suo essere spirit, ma anche spirito, anima, essenza e punta di diamante dell’omonima azienda di caffè. Prodotto in edizione limitata di 700 bottiglie numerate – Spirit of Longboard si presenta in un elegante cofanetto dal tono écru, in cartone rigido e riciclabile. Un coffret narrativo, capace di evidenziare le peculiarità del distillato, mettendo in luce i suoi creatori e la farm di provenienza: la suggestiva Misty Mountain situata tra le montagne del Chiriquí.
Sul retro della confezione un piccolo dettaglio: la bandiera italiana, a rammentare il suo essere Made in Italy e i tre colori degli ingredienti utilizzati (il bianco del fiore, il rosso della polpa e il verde del chicco). Speciale anche la linea della bottiglia – da 70 cl – sinuosa e sofisticata come quella di un profumo, prodotta dal gruppo francese Saverglass scegliendo un vetro purissimo. Come puro è il Legre che contiene e custodisce un luxury spirit da collezione e meditazione, da sorseggiare preferibilmente neat e a temperatura ambiente. Servito in un ampio bicchiere senza stelo, per amplificarne i sentori floreali, fruttati e vegetali.
Siamo così abituati a “leggere” un attore in base al personaggio che interpreta, che talvolta ci dimentichiamo della sua vera natura. Pia Lanciotti, attrice che ha raggiunto la fama internazionale con “Mare Fuori”, la serie televisiva distribuita in più di venti paesi del mondo dove interpreta Donna Wanda, boss di un clan camorrista, si spoglia dell’arroganza del personaggio, e veste i panni di se stessa, sul set, un elegante palazzo milanese in stile Liberty.
Del dialetto napoletano nemmeno l’ombra, Pia Lanciotti ha una dizione perfetta, d’altronde arriva dalla Scuola di Teatro fondata da Giorgio Strehler, uno dei più grandi teatranti del ‘900; si muove come una ballerina e, quando posa davanti all’obiettivo, sembra entrare dentro ogni gesto, ogni sguardo, impersonando chissà quale animale, un cigno, o quale entità; sembra aria, leggera, eppure potentissima.
I contorni del viso netti, gli zigomi altissimi, un girovita da far invidia alla Principessa Sissi, che ha dedicato la sua esistenza a ridurlo al limite; un collo del piede che forse solo Dita Von Teese ha sottolineato nei suoi spettacoli di burlesque, e un côté civettuolo nel chiedere le cose, un po’ Lolita, un po’ bambina.
Se Pia Lanciotti è di quelle attrici che si paragonano ad un foglio bianco, capaci cioè di entrare in ogni ruolo con grande facilità, difficile è invece dimenticarsi del suo modo bonario e affabile, quando concede foto ai fan che incontriamo sul set, quando parla con un cane che cerchiamo di far posare per un’immagine, quando stremata dalla mancanza dei taxi persi in mezzo al traffico di Milano, decide di prendere i mezzi come una liceale pronta per lo shopping con le amiche, ironica e divertita. Stringe la cintura del cappotto malva in vita, sistema i grandi occhiali da sole per coprire quegli occhi verdi, penetranti ed umidi, e saluta tutto il team con un divismo inconsapevole, mentre di spalle scende le scale di un metrò, come in un film di Truffaut dove la protagonista lascia il suo amato con fare affettato “Ti lascio perchè ti amo”.
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Cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima stagione di Mare Fuori? Il finale di quest’ultima stagione non è stato un amore incompiuto ma un cambio di rotta dell’universo, la delusione feroce di tanto pubblico chiede un risarcimento per questa fitta dolorosissima. Quindi mi piace pensare che gli sceneggiatori che stanno componendo il destino di tutti i personaggi stiano disegnando traiettorie sorprendenti. Anch’io non ne so ancora nulla.
Donna Wanda è visto come il personaggio cattivo della serie, io invece leggo una donna che ama e vuole proteggere il proprio figlio, è così? Non ho mai pensato fosse una donna cattiva. Ho sempre tentato di raccontare un dolore incapace di respirare nell’amore che prova. Nella quarta stagione si vede qualche frammento del rapporto dolcissimo che avevano Wanda e Carmine. La vita poi scrive addosso alle persone; gli eventi, le scelte ci definiscono e possono anche farci fare un giro larghissimo prima di ricongiungerci a noi stessi. In uno degli ultimi episodi Wanda urla a suo figlio la sua verità profonda : “Sono diventata una bestia per non farti diventare come quelli che hanno cresciuto me“. Ma lui intercetta appena questa confessione e le infligge il colpo di grazia lasciandola a se stessa e al suo buio.
Il tuo personaggio preferito della serie? Adoro Pino: la sua incontenibile purezza e il suo incendiarsi di vita, sempre: per il suo amico, per la sua Kubra, per sua madre, per i cani, per i suoi sogni e anche per le ingiustizie.
Aneddoti dal set di “Mare Fuori”. Mi ricordo il mio primo giorno: avevo il terrore si scoprisse che non fossi napoletana. Mi venne incontro Milos (Antonio) e gli chiesi di pronunciare le mie battute per essere sicura che non suonassi proprio come una schiappa. E poi ricordo il penultimo giorno di questa stagione con Maria (la scena del regalo): due soli take e divertimento sublime.
Il tuo rapporto con la città di Napoli. Napoli resta per me misteriosa, gloriosa. Non mi oriento fra le sue strade eppure non mi perdo mai. E’ lontanissima da me ma mi sento a casa. E poi parla la lingua più prodigiosa: il napoletano scolpisce l’invisibile.
Teatro e Cinema, le differenze. Da spettatrice o da spettattrice? Sono cresciuta con le storie. Il cinema mi ha incantato sin da bambina, mi ha letteralmente dato una forma. Ha forgiato il mio cuore, i miei sogni, e le storie continuano a cambiarmi la vita. Non faccio differenza, da spettatrice, tra cinema e teatro: è sempre lo stupore che mi abita, al buio di una sala cinematografica o nell’oscurità di un teatro. Sempre che la storia e coloro che me la raccontano siano magici. Da attrice, data la mia giovane esperienza dietro la macchina da presa, posso solo dire che il tempo che ci è dato nella costruzione di uno spettacolo teatrale è un’avventura potente di trasformazione inimmaginabile che passa dall’analisi di un testo, al comporsi di relazioni fra personaggi, attori, spiriti, anima, ombre e battiti di mani. A teatro l’anima si lancia in una cavalcata con gli dèi.
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Si può realmente entrare e uscire da un personaggio? Non c’è il rischio di ritrovarsi “confusi” sulla propria identità? Più che “confusa” nell’accezione peggiorativa del termine direi che la propria identità può invece correre il felice rischio di essere ‘circonfusa’ da altra luce. L’incontro con un personaggio può aggiungere nuova conoscenza di sé, nuove risonanze, insperati risvegli. Studiare, avvicinare, assumere, ospitare, danzare con un nuovo personaggio, soprattutto con quelli apparentemente più distanti; ci rende più capienti proprio grazie anche agli inevitabili attriti e inciampi durante il percorso. Possiamo solo incontrare ciò che ci somiglia ma quando questo accade noi non lo sappiamo. Solo alla fine, forse, potremmo averne una qualche consapevolezza. Ma la maggior parte di noi penserà sempre di aver avuto a che fare con qualcosa fuori di noi.
Potessi scrivere, dirigere e interpretare contemporaneamente, quale film/personaggio vorresti essere? Di quelli che ho visto, tantissimi. Posso dirti quello che mi è appena venuto in mente… il personaggio di Daniel Day Lewis in “Phantom Thread” di Paul Thomas Anderson. “La pazza gioia” di Virzì e il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi. E mille altri. Mi piacerebbe scrivere di Marlene Dietrich, il suo rapporto con la maternità, la costruzione “necessaria“ della sua androginia, il suo essere soldato, Lola, la sua voce libera e la tragica decomposizione della sua mitica Beltà in un letto di Parigi divenuto una specie di discarica di ricordi e telefonate deliranti.
Le difficoltà del mestiere di attrice? Quelle della vita: la paura del fallimento, il mancato riconoscimento, la volgarità violenta del mercato.
Cosa rappresenta per te il Teatro? Il Teatro è la Terra dei Maghi.
Fiction e Reality sono i macrotemi del prossimo numero di SNOB. Cosa è finzione e cosa realtà nel cinema? Se ti dicessi che sono solo apparentemente due cose tremendamente differenti?! Ma questa è un’altra storia.
I tuoi lati nascosti. Tutto ciò che ancora è nascosto è perché anch’io non ne sono ancora al corrente. Tutto di me è visibile all’occhio che sa guardare.
Chi è Pia Lanciotti fuori dal set? Tutto quello che non può essere sul set per esigenze di copione più quello che è sul set.
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Pregi e difetti. Mi piace studiare il ‘funzionamento’ di noi umani: come amiamo, come ci ammaliamo, come guariamo, come inventiamo, come sogniamo, come manipoliamo, come attraversiamo i mondi. Sono troppo impaziente talvolta, discuto con gli déi se qualcosa non mi va.
Come sarebbe il tuo mondo ideale? Il tuo Paradiso? Una danza felice con il mondo, con il mare, con il fuoco, senza paura della paura, dove la parola ARMA compare solo nell’inizio della parola armonia. E basta. Il mio Paradiso: il mio uliveto, i miei gatti, il mio Amato, Champagne e zabaione caldo.
L’AI influenzerà anche il mondo del cinema? In che modo? Influenza già tutto, occupando i nostri pensieri. Comprometterà tutto. Diminuirà il potere umano pur essendo il suo frutto più prodigioso. Ma la hybris non ha mai portato bene. Ac-COR-gersi (per me, prendere coscienza con il cuore) di quanto DIVINI possiamo scoprirci da semplici umani sarebbe un cammino di gran lunga più entusiasmante.
Quanto sei SNOB? Nella vostra accezione sono SNOBbeRRRRRRrrima…ah! Ah! Ah!
(Foto in copertina Total look Hermès, Jewels Pianegonda)